Cesare Pavese
(ecco, questa è una di quelle poesie che ho dentro ma che non riesco a buttar fuori perchè mi mancano le parole.)
Mi struggo di pensare
che queste parole disperate
che scrivo per te,
sono tutta la gioia del mio amore,
la sua realtà vertiginosa,
i baci che mai ti darò
posati su di te all’urto del cuore
che vien meno di gioia.
Non credo più al futuro
e appena appena forse alla luce di gloria
tanto pallida e vuota.
Fantastico che queste mie parole
siano tutta la stretta del tuo amore,
il sorriso del tuo corpo
e del tuo volto, miei
nella nostra passione disperata.
Ma tu non sai nemmeno
e i sorrisi e gli sguardi noncuranti
di quelli che ti possiedono viva
e ti scuotono l’intimo sangue
mi distruggono muto
nella coscienza della mia miseria.
Cesare Pavese
(ecco, questa è una di quelle poesie che ho dentro ma che non riesco a buttar fuori perchè mi mancano le parole.)
Hai un sangue, un respiro.
Sei fatta di carne
di capelli di sguardi
anche tu. Terra e piante,
cielo di marzo, luce,
vibrano e ti somigliano -
il tuo riso e il tuo passo
come acque che sussultano -
la tua ruga fra gli occhi
come nubi raccolte -
il tuo tenero corpo
una zolla nel sole.Hai un sangue, un respiro.
Vivi su questa terra.
Ne conosci i sapori
le stagioni i risvegli,
hai giocato nel sole,
hai parlato con noi.
Acqua chiara, virgulto
primaverile, terra,
germogliante silenzio,
tu hai giocato bambina
sotto un cielo diverso,
ne hai negli occhi il silenzio,
una nube, che sgorga
come polla dal fondo.
Ora ridi e sussulti
sopra questo silenzio.
Dolce frutto che vivi
sotto il cielo chiaro,
che respiri e vivi
questa nostra stagione,
nel tuo chiuso silenzio
è la tua forza. Come
erba viva nell’aria
rabbrividisci e ridi,
ma tu, tu sei terra.
Sei radice feroce.
Sei la terra che aspetta.
In late 1992, Bruce Kijewski approached Bukowski with the idea of electronic books. Bukowski was intrigued. He wrote back, “Yes, you have a strange project: electronic books. It might be the future as more and more people find that the computer is such a magic thing: time-saver, charmer, energizer.”
[ Charles Bukowski, William Burroughs, and the Computer ]
Ancora cadrà la pioggia
sui tuoi dolci selciati,
una pioggia leggera
come un alito o un passo.
Ancora la brezza e l’alba
fioriranno leggere
come sotto il tuo passo,
quando tu rientrerai.
Tra fiori e davanzali
i gatti lo sapranno.
Ci saranno altri giorni,
ci saranno altre voci.
Sorriderai da sola.
I gatti lo sapranno.
Udrai parole antiche,
parole stanche e vane
come i costumi smessi
delle feste di ieri.
Farai gesti anche tu.
Risponderai parole -
viso di primavera,
farai gesti anche tu.
I gatti lo sapranno,
viso di primavera;
e la pioggia leggera,
l’alba color giacinto,
che dilaniano il cuore
di chi più non spera,
sono il triste sorriso
che sorridi da sola.
Ci saranno altri giorni,
altre voci e risvegli.
Soffriremo nell’alba,
viso di primavera.
Sei la vita e la morte.
Sei venuta di marzo
sulla terra nuda -
il tuo brivido dura.
Sangue di primavera
- anemone o nube -
il tuo passo leggero
ha violato la terra.
Ricomincia il dolore.
Il tuo passo leggero
ha riaperto il dolore.
Era fredda la terra
sotto povero cielo,
era immobile e chiusa
in un torpido sogno,
come chi più non soffre.
Anche il gelo era dolce
dentro il cuore profondo.
Tra la vita e la morte
la speranza taceva.Ora ha una voce e un sangue
ogni cosa che vive.
Ora la terra e il cielo
sono un brivido forte,
la speranza li torce,
li sconvolge il mattino,
li sommerge il tuo passo,
il tuo fiato d’aurora.
Sangue di primavera,
tutta la terra trema
di un antico tremore.
Hai riaperto il dolore.
Sei la vita e la morte.
Sopra la terra nuda
sei passata leggera
come rondine o nube,
e il torrente del cuore
si è ridestato ed irrompe
e si specchia nel cielo
e rispecchia le cose -
e le cose, nel cielo e nel cuore
soffrono e si contorcono
nell’attesa di te.
E’ il mattino, è l’aurora,
sangue di primavera,
tu hai violato la terra.
La speranza si torce,
e ti attende ti chiama.
Sei la vita e la morte.
Il tuo passo è leggero.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi-
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nullaPer tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
La morte ha il tuo volto.
I tuoi occhi fissano
il mio dolore,
e non c’è nulla che serva
a placare questo sangue
che erutta senza pietà.
I tuoi occhi sono la morte,
ed io mi lascio cullare
da questa catastrofe infinita,
primordiale, senza vita.
Le tue mani sono il mio tumore,
metastasi crudeli che agguantano
la mia gola e le mie stesse mani.
Tu sei la morte,
e in un angolo cieco
io ti aspetto, impaurito,
senza fiato, rassegnato:
una pietra
che non riesce
a morire.
…un romantico tende all’ autodistruzione, quindi, per un breve momento di passione, è capace di perdere completamnente ogni senso della misura…
Vicky Cristina Barcelona